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Breviario di Economia e Finanza Attraverso le parole

In questa sezione trovi la definizione di alcuni termini di uso comune nel campo dell'Economia e della Finanza.


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Lettera C
Cambio effettivo

Il cambio effettivo di una valuta è un indice - cioè una media ponderata - che esprime il valore di una moneta in rapporto alle valute dei principali partner, ciascuno preso in considerazione ("pesato") in relazione all'interscambio commerciale. Il tasso di cambio effettivo rappresenta quindi un indice di competitività di prezzo di un'area economica (area domestica) rispetto ad un certo gruppo di aree economiche concorrenti. Esso mira a rappresentare l'evoluzione dei prezzi nell'area domestica relativamente ai prezzi nelle aree concorrenti e può essere calcolato nella versione nominale o nella versione reale. Il tasso passa da nominale a reale se si tiene conto nel calcolo anche dell'inflazione. Nell'EER-20 il cambio effettivo dell'euro verso 20 valute è calcolato ogni giorno dalla Bce: il dollaro pesa per il 19,2%, la sterlina  per il17,8% lo yuan per il 14,1%. L'US dollar index, il più usato sulla valuta Usa, è calcolato intanto su sei monete: euro (che pesa per il 57,6%), yen, sterlina,franco svizzero, dollaro canadese e corona svedese. È la base di derivati come future, Etf e opzioni e fondi di investimento e ha una quotazione continua. (Il Sole 24 Ore 03-08-2011)

Capitale garantito

Uno strumento finanziario si definisce a «capitale garantito» quando, a prescindere dai risultati del prodotto o della gestione, garantisce ad ogni sottoscrittore la restituzione a certe scadenze di una determinata percentuale delle somme versate. Il risparmiatore deve fare attenzione quindi alla quota garantita (100% o inferiore) ed alla scadenza alla quale viene assicurata. Non deve  inoltre scambiare questi prodotti con quelli a «capitale protetto», che hanno come obiettivo la protezione del valore dell'investimento, ma non offrono alcuna garanzia che il valore dell'investimento non scenda sotto tale livello. (Il Sole24 Ore 06-09-2011)

Carico fiscale
Una recente indagine realizzata da Mediobanca ha rivelato che il carico fiscale per le medie imprese è più pesante che per le aziende di maggiori dimensioni. L'aliquota fiscale media, calcolata sull'utile lordo, era nel 2008 del37,8%, superiore al31,1% delle imprese medio-grandi e al16% dei maggiori gruppi italiani A penalizzare le medie imprese, in particolare, è il meccanismo di tassazione dell'Irap che colpisce le aziende a più alta intensità del lavoro,come appunto le medie imprese che puntano su lavorazioni che richiedono personale qualificato. Il maggior carico fiscale si riflette in una minor patrimonializzazione rispetto alle imprese della stessa categoria di altri paesi. Mentre infatti per le medie  imprese italiane il capitale netto tangibile è parial 43% del totale dell'attivo tangibile, il patrimonio delle tedesche è pari al 62%. (Il Sole 24 Ore 02-08-2011)
Carried interest

Parte dei profitti spettanti ai partner  di un fondo di investimento di private equity (o di fondi hedge) in relazione ai risultati conseguiti dagli  investimenti eseguiti. Di norma, questi compensi - che sono finalizzati a motivare i partner a perseguire importanti obiettivi di crescita  - si aggirano intorno al 20 - 25% dei profitti annuali del fondo. D'altro alto, i fondi tendono a richiedere delle management fees modeste, atte a coprire soltanto i costi fissi.    Per saperne di più:  http://www.investopedia.com/terms/c/carriedinterest.asp#ixzz1bcU6bufk

(tratto da Investopedia 25/10/2011)

Carried interest

Incentivo riconosciuto ai gestori di un Fondo, sulla base della performance complessiva fatta registrare dall'attività di investimento. Nella prassi si aggira intorno al 20% del capital gain realizzato e si applica solamente qualora venga superato un livello minimo di rendimento (hurdle rate).

(dal glossario dell'AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. V. anche: www.aifi.it )

 

 

 

 

Carro forward

E' il termine anglosassone che identifica l'istituto del riporto in avanti delle perdite di un esercizio, in abbattimento - totale o parziale - dell'imponibile degli esercizi futuri. Il riporto può essere limitato temporalmente (come avveniva finora in  Italia) o quantitativamente come avverrà in futuro in base alle nuove regole  [ in vigore dal mese di luglio].

(Il Sole 24 Ore 18-07-2011)

 

Carry back

È l'istituto del riporto all'indietro delle perdite realizzate in un determinato esercizio, adottato in diversi paesi europei (e negli Stati Uniti)[ ma non in Italia]. In presenza di perdite in un determinato esercizio, consente di riliquidare l'imposta dell'esercizio (o di più esercizi) precedente, anche attraverso il rimborso dell'imposta già versata.

(Il Sole 24 Ore 18-07-011)

 

Carry trade

È una strategia utilizzata dagli operatori per aumentare il rendimento di un'operazione finanziaria mettendo in correlazione il livello dei tassi di interesse e l'andamento delle valute. In pratica ci si approvvigiona di fondi in un Paese a costo del denaro basso e si impiegano poi queste disponibilità in un Paese con alti tassi di interesse. Per esempio, si possono prendere a prestito degli yen, pagando solo l'1%, convertirli in dollari australiani che rendono il 7-8%, e lucrare così la differenza di rendimento. Naturalmente, nella convenienza complessiva dell'operazione occorre considerare anche l'andamento del cambio (rischio valutario).

(il Sole 24 Ore 23-08-2011)

 

Cartolarizzazione

Il processo di cartolarizzazione consiste nella trasformazione di una attività finanziaria indivisa, come ad esempio un credito, in un'attività divisa e vendibile in titoli. Una banca, ad esempio, può cartolarizzare dei mutui, emettendo titoli che hanno come garanzia il credito. I titoli cartolarizzati hanno, come le obbligazioni normali, una scadenza e un tasso di interesse, e il servizio del debito è legato ai rimborsi e ai pagamenti di interessi da parte degli originali mutuatari. Questi titoli sono poi venduti a investitori privati o istituzionali, e così la banca rientra dei soldi prestati ai mutuatari: i fondi che la banca ottiene possono essere usati per espandere la propria attività. In questo modo, inoltre, gli istituti di credito possono anche condividere il rischio di insolvenza dei crediti tra i sottoscrittori. (Il Sole24 Ore 14-09-2011)

Carve out (e Equity carve out)

Si può definire come  uno spinoff (vedi) parziale e si ha quando la società madre vende una quota minoritaria di una propria società partecipata per un IPO (vedi) o per un private placement (vedi).

(Studio Simonazzi 21-11-2011)

 

Cash Buffer (vedi EFSF)

Il veicolo Efsf - European Financial Stability Fund (vedi) può emettere bond con rating classificati Ass/AAA da Moody's, S&P e Fitch anche se non tutti  gli stati europei che garantiscono le sue emissioni obbligazionarie hanno il massimo rating. Nel caso di default di uno degli Stati garanti, il veicolo Efsf non va in default. Tutto questo è reso possibile da una serie di accorgimenti e garanzie extra: in primo luogo l'Efsf gode di garanzie fieno a 400 miliardi di euro ma può emettere bond per non oltre 225 miliardi. La differenza tra 440 e 225 è data dalla cosiddetta over-collateralisation, necessaria per meritare il massimo rating. Per ogni bond emesso, inoltre, Efsf trattiene una quota pari al 23% e usa il rimanente 67% per finanziare gli stati in difficoltà. Quel 23% è un cuscinetto di garanzia chiamato cash buffer.

(Il Sole 24 Ore. Risparmio & Investimenti in tempo di crisi - le guide Indispensabili n.2)

 

 

Cash-flow

Il flusso di cassa (o cash flow nella terminologia anglosassone) è la ricostruzione dei flussi monetari (differenza tra tutte le entrate e le uscite monetarie) di un'azienda/progetto nell'arco del periodo di analisi. Il cash flow rappresenta una misura dell'autofinanziamento aziendale e può essere calcolato a partire dal conto economico dell'impresa. L'obiettivo è definire la generazione di cassa di una società e di conseguenza l'attribuzione di tali flussi di cassa ai soci. Quando il flusso è positivo si definisce cash inflow, quando è negativo cash outflow.

(Il Sole 24 Ore 26-07-2011)

 

Cashes (Obbligazioni)

Le obbligazioni cashes (Convertible And Subordinated Hybrid Equity Linked Securities) sono titoli di debito convertibili in azioni ordinarie della società emittente.

(Il Sole 24 Ore 14-10-2011)

 

 

Casse private

Alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) è attribuito il controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sul patrimonio delle Casse di previdenza dei professionisti (sia quelle privatizzate che quelle istituite dopo il 1996). La Covip può  effettuare ispezioni presso le Casse «richiedendo la produzione degli atti e  documenti che ritenga necessari». Entro sei mesi dall'entrata in vigore del Dl sulla manovra [dell'agosto 2011], il ministero dell'Economia, di concerto con il Lavoro, sentita la Covip, definisce le disposizioni in materia di investimento delle risorse finanziarie degli enti previdenziali e dei conflitti di interessi e di banca depositaria.(Il Sole 24 Ore 29-06-2011)

Cassettista

Investitore con intenti non speculativi che si propone l'obiettivo di tenere i titoli oggetto dell'investimento (conservati in genere in una cassetta di sicurezza, in un deposito amministrato, o personalmente in casa) per un tempo più o meno lungo. Il cassettista indirizza solitamente le sue disponibilità finanziarie verso quei titoli che, a parità di rischio e di trattamento fiscale, gli assicurano il massimo rendimento; con questo tipo di gestione si differenzia dallo speculatore che non effettua investimenti o disinvestimenti a carattere durevole.

(Il Sole 24 Ore 27-08-2011)



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