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Breviario di Economia e Finanza Attraverso le parole

In questa sezione trovi la definizione di alcuni termini di uso comune nel campo dell'Economia e della Finanza.


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Lettera D
Dark Pool

Avvalendosi delle deroghe all'obbligo di trasparenza previste dalle normative Ue (Mifid - vedi), una quota non trascurabile di transazioni su titoli avviene sui cosiddetti Dark pool. Si tratta di sistemi di negoziazione  su titoli azionari alternativi alle Borse ufficiali che consentono agli investitori di negoziare un elevato ammontare di titoli in assoluto anonimato e senza rivelare al mercato  il prezzo al quale la transazione è avvenuta. In particolare, le deroghe  sulla disclosure sono definite, gradualmente, in base alla maggiore o minore  quantità di azioni scambiate. E' per questo che, di fatto., alcuni esperti parlano di un mercato dei "blocchi" all'oscuro. Spesso, però, questo maxi-ordini  si spezzano in vendite minori che sono chiamate child-orders.

(Il Sole 24 Ore. Risparmio & Investimenti in tempo di crisi - le guide Indispensabili n.2)

 

Day Trading

La definizione anglosassone "day trading" fa riferimento alla pratica di aprire e chiudere molte posizioni nella stessa sessione giornaliera di negoziazione. Lo scopo di tale azione, effettuata con l'utilizzo di diversi strumenti finanziari (azioni, value, titoli), è quello di ricavare il maggior profitto possibile dalle più piccole differenze tra il prezzo di acquisto e di vendita, cavalcando la micro- volatilità delle quotazioni.

(Il Sole 24 Ore. Risparmio & Investimenti in tempo di crisi - le guide Indispensabili n.2)

 

Day Trading

La definizione anglosassone "day trading" fa riferimento alla pratica di aprire e chiudere molte posizioni nella stessa sessione giornaliera di negoziazione. Lo scopo di tale azione, effettuata con l'utilizzo di diversi strumenti finanziari (azioni, value, titoli), è quello di ricavare il maggior profitto possibile dalle più piccole differenze tra il prezzo di acquisto e di vendita, cavalcando la micro- volatilità delle quotazioni.

(Il Sole 24 Ore. Risparmio & Investimenti in tempo di crisi - le guide Indispensabili n.2)

 

Deal breakers

Fattori che possono determinare la mancata realizzazione di un'operazione di investimento, generalmente emergenti durante il processo di due diligence (si veda la voce corrispondente) o di negoziazione.

( dal glossario dell'AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. V. anche: www.aifi.it )

 

 

Debito estero

Il debito estero è il debito che un Paese ha contratto con il resto del mondo che si forma spendendo più di quanto si guadagna. Però non tutte le situazioni di debito sono eguali. Se un'azienda si indebita per comprare un tornio non c'è nulla di male, se pensa che con quella macchina potrà produrre, vendere, guadagnare e quindi restituire i soldi. Del pari, un Paese in via di sviluppo che abbia, mettiamo, grandi giacimenti di rame, fa bene a contrarre prestiti per sfruttare quei giacimenti. Bisogna vedere, insomma, come si è formato quel debito. Se, come nel caso dell'Italia, dove il debito estero ("posizione netta sull'estero") è elevato, pari a più di un quarto del reddito nazionale (Pil), questo debito si accompagna a un grande debito pubblico, la situazione è preoccupante. Il debito pubblico si è trasformato in debito estero, gli stranieri posseggono molti titoli di debito dello Stato italiano (quasi la metà del debito pubblico italiano è in mani straniere), e questo porta precarietà nella nostra situazione finanziaria: come si è visto nella seconda metà del 2011, aumenta il pericolo che i debiti in scadenza non vengano rinnovati e quindi l'Italia si trovi alla mercé del debitore straniero. (L'economia in 100 parole - Il Sole 24 Ore  14-01-2012)

Debito privato

Si parla molto di debito pubblico (vedi) e si parla poco del debito privato. Il debito pubblico è considerato qualcosa di sconveniente, un vincolo denso di pericoli, da ridurre se non da annullare. Mentre il debito privato è il risultato di milioni di piccoli o grandi indebitamenti in cui i due protagonisti - il debitore e il creditore - sono adulti consenzienti: non c'è quindi da preoccuparsi, perché le cose si aggiustano da sole, gli adulti sono responsabili e l'indebitamento è reversibile. Eppure, le cose non stanno così. La Grande recessione, l'inciampo più grave che l'economia mondiale abbia subito dagli anni Trenta (gli anni della Grande depressione), non è stata causata dal debito pubblico, ma da un eccesso di debito privato. Gli adulti consenzienti si sono dimostrati irresponsabili, sia dal lato dei creditori, che dal lato dei debitori. La lezione della grande recessione sta nel fatto che d'ora in avanti i reggitori delle politiche economiche dovranno tener d'occhio anche l'evoluzione del debito privato ed in particolar modo del debito delle famiglie. Fortunatamente per l'Italia, questa è una classifica in cui è bene stare agli ultimi posti. L'Italia ha un grande debito pubblico, ma relativamente poco debito privato.

(L'economia in 100 parole - Il Sole 24 Ore  14-01-2012)

 

 

 

Debito pubblico

Lo Stato si finanzia con le tasse e usa quei soldi per fornire ai cittadini i servizi pubblici; difesa, giustizia, scuola, sanità, ponti e strade... Perché non potrebbe limitarsi a spendere i soldi delle tasse per quei giusti scopi? Che bisogno c'è di indebitarsi? Risposta: per far andare avanti la gran macchina dell'economia bisogna guadagnare e spendere: i soldi devono circolare, se tutti li mettono sotto il materasso e non spendono il motore dell'economia si spegne. Ma mettiamo che scoppi una guerra vicino a noi, la gente ha paura e chi ha paura rimanda le spese; oppure raddoppia il prezzo della benzina, e quel che la gente spende per il pieno non circola più in Italia perché va ai Paesi produttori di petrolio. I soldi non circolano e l'economia rallenta. Per non farla rallentare bisogna che qualcuno spenda quel che i privati non spendono, e questo qualcuno è lo Stato: è bene, allora, che lo Stato spenda più di quel che incassa. Purché, naturalmente, quando le cose vanno meglio, le entrate tornino a pareggiare le spese. Quindi talvolta è bene che lo Stato si indebiti. Ma se il "talvolta" diventa "sempre", il debito cresce e cresce la sfiducia nella capacità dello Stato di servire il debito. Per questo bisogna evitare che quel fardello diventi troppo pesante.

(L'economia in 100 parole - Il Sole 24 Ore  14-01-2012)

 

Debito senior

Finanziamento a titolo di capitale di debito, definito anche junior debt, il cui rimborso è subordinato al preventivo rimborso di altre forme di debito (definite senior). (dal glossario dell'AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. V. anche: www.aifi.it )

Debito subordinato

Finanziamento a titolo di capitale di debito, definito anche junior debt, il cui rimborso è subordinato al preventivo rimborso di altre forme di debito (definite senior).

(dal glossario dell'AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. V. anche: www.aifi.it )

 

Debt ceiling

Il tetto al debito è il limite  oltre il quale il Governo Usa non può indebitarsi. Il tetto è soggetto a revisioni votate dal Congresso che lo ha aumentato, stando al dipartimento del Tesoro, 78 volte dal 1960, 49 volte sotto presidenti repubblicani e 29 sotto amministrazioni democratiche. Attualmente, il limite è fissato a 14.294 miliardi di dollari, già raggiunto. Se il tetto non fosse stato alzato entro il 2 agosto, sarebbe scattato il blocco di servizi e programmi pubblici

(Il Sole 24 Ore 03-08-2011)

DEF

Il Documento di Economia e Finanza (DEF, in sostituzione della Decisione di Finanza Pubblica che già aveva sostituito il DPEF) viene presentato annualmente dal Governo alle Camere entro il 10 aprile, contiene il quadro della programmazione economico finanziaria su base triennale, ed è composto dal Programma nazionale di stabilità e dal Programma Nazionale di riforma, e da una terza sezione contenente analisi e tendenze della finanza pubblica e la relativa nota metodologica. Il DEF va presentato alle Istituzioni comunitarie entro il 30 aprile. (www.mef.gov.it/documenti )

(Studio Simonazzi - 07.08.2011)

Default

Termine anglosassone ormai entrato nell'uso italiano: significa fallimento. Si tratta dell'insolvenza da parte di Paesi o istituzioni. Scatta con il mancato rispetto di una delle clausole presenti in un accordo di prestito, come il mancato rimborso di una rata o il mancato pagamento di una cedola. Ovvero con l'incapacità di un'emittente di rispettare le clausole contrattuali previste dal regolamento del finanziamento.

 (Il Sole24 Ore 14-09-2011)

 

Default selettivo

Ci si trova di fronte a una bancarotta selettiva (selective default) quando il debitore in difficoltà non riesce a onorare un aspetto particolare degli impegni presi o alcune classi specifiche di obbligazioni.
Per le agenzie di rating - che equiparano
la ristrutturazione del debito sovrano a un default - anche il "rollover", cioè il rinnovo dei titoli in scadenza da parte degli investitori, è da considerarsi un default se prevede condizioni peggiorative.
Il
selective default (Sd) si differenzia dal vero e proprio default (D), che viene dichiarato dalle agenzie quando il debitore non è in grado di rimborsare l'intero debito a suo carico

(Il Sole 24 Ore 22-07-2011)

 

Deferred Tax Asset

An asset on a company's balance sheet that may be used to reduce any subsequent period's income tax expense. Deferred tax assets can arise due to net loss carryovers, which are only recorded as assets if it is deemed more likely than not that the asset will be used in future fiscal periods.
Read more: http://www.investopedia.com/terms/d/deferredtaxasset.asp#ixzz2H7ePYl25

Deficit e debito

Il deficit pubblico riguarda la differenza (per ciascun anno) tra i costi dell'amministrazione statale e le entrate derivanti dalle imposte dirette e indirette versate da imprese e singoli cittadini. Il rapporto deficit/Pil serve a confrontare l'indebitamento statale annuo con la capacità di produrre ricchezza e quindi di ripagare il debito che si accumula per effetto della presenza di deficit ricorrenti.
Un importante indice della solidità finanziaria di uno Stato è anche il rapporto tra il debito pubblico ed il Pil, in quanto il Pil in questo caso rappresenta un indice o parametro di quanto lo Stato è in grado di risanare il proprio debito pubblico tramite ad esempio l'imposizione
fiscale.

(Il Sole 24 Ore 11-04-2012)



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